Viaggio intorno alla madre

viaggio-intorno-alla-madre-d456di Massimo Rizzante

L’Italia ha perso una vera scrittrice, la Francia ne ha guadagnata un’altra. Non ce n’era bisogno, vista la perdurante mediocritas della nostra prosa. Viaggio intorno alla madre (Nottetempo) è il primo romanzo scritto in francese da Ornela Vorpsi, autrice di origine albanese, che dieci anni fa si era rivelata con un bel romanzo scritto in italiano, Il paese dove non si muore mai (Einaudi). Dopo altre prove nella nostra lingua (l’ultima del 2012, Fuorimondo, Einaudi), ha voluto cambiare. Abitando da molto tempo a Parigi, la cosa appare naturale. Del resto la Vorpsi non ha mai avvertito la scelta di vivere all’estero (prima in Italia, poi in Francia) come un castigo, ma piuttosto come una promessa di libertà. E per uno scrittore quale libertà maggiore di quella di scegliere la lingua in cui scrivere? Quando ho preso in mano il libro sono andato a vedere il titolo originale: Tu convoiteras. Significa: desidererai. Meglio: desidererai carnalmente qualcuno. Ed è in effetti la morale del desiderio che domina Katarina, la protagonista dell’opera. Il breve romanzo è un monologo, anzi un soliloquio. Katarina, madre che vede sfiorire la propria giovinezza, è nel suo appartamento. A differenza del marito, non riesce a dormire. Suo figlio, di pochi anni, ha la febbre alta. Al mattino, invece di accompagnarlo all’asilo dovrebbe restare con lui. Ma per l’indomani ha fissato un appuntamento con un giovane amante, uno «straniero», di cui è innamorata – cosa che non le impedisce di amare il suo «nobile e generoso» marito. Che fare? Cosa abbracciare? L’amore materno e il suo senso di colpa o l’amore carnale, «esigente e crudele», alla cui chiamata Katarina non è mai riuscita a rinunciare, pena la perdita di quel senso dell’impossibile senza il quale non riesce a vivere? Questa domanda è il detonatore dell’opera e resterà senza risposta fino alla fine. Katarina convocherà tutti i suoi fantasmi reali e immaginari al fine di trovare una via d’uscita. Il padre Lazar: distante e allo stesso tempo confidente, che vede come un animale mitologico, dotato di un pene immenso che gli arriva alle caviglie; la giovane Zinaida fustigata a sangue dal quarantenne Piotr: due personaggi di una novella di Turgeniev letta a sedici anni; un amico a cui è morto il figlio; compagne di scuola, di quando abitava in un altro paese. Tuttavia, la presenza più invadente per Katarina è quella di sua madre Natasha, sciatta, cinica e onnipotente come un dio: «La madre è tutto», le ripete fin dall’infanzia, costringendola a vivere da sempre all’interno del suo cerchio. Come spezzare il cerchio della divinità materna? Diventando madre, dice il manuale dell’età adulta. Ma il caso di Katarina che, dopo aver trascorso il pomeriggio con l’amante, giunge all’asilo in tutina «con lo spacco e il dildo» per stringere finalmente al petto il suo figlioletto mezzo morto, non contempla la fine della giovinezza. Katarina non sa che farsene di un’esistenza senza bellezza, gioco, senso del pericolo, senza eros.

Ornela Vorpsi, Viaggio intorno alla madre, Nottetempo, 2015

Questo articolo è uscito su La Repubblica il 9 agosto 2015 (Vai all’articolo)

www.massimorizzante.com

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