Cornelius Castoriadis. Homo poeticus, Homo politicus

il

cornelius-castoriadis

di Massimo Rizzante

www.massimorizzante.com

Mi chiedo: che cosa significa oggi cercare di difendere l’essere umano in quanto Homo politicus e allo stesso tempo Homo poeticus? Una possibile risposta alle mie ansie l’ho trovata rileggendo alcuni saggi di Cornelius Castoriadis, un grande filosofo di origine greca, esule in Francia e morto nel 1997. Castoriadis è poco noto in Italia, poco tradotto e poco letto dai nostri rari filosofi. Eppure, per me, è con Günther Anders, il solo filosofo che, nel «regno dell’insignificanza» che è diventata la nostra società, una società cioè che rifiutando l’autolimitazione e non accettando la mortalità non riesce più a costruirsi un orizzonte storico, abbia senso leggere. Quando abitavo a Parigi, a volte andavo ad ascoltare le sue conferenze. Il loro denominatore comune era l’arte, la funzione cosmica dell’opera d’arte, nel senso greco di figlia di cosmo. Cosmo, da Omero a Aristotele, vuol dire un mondo in cui le parti si tengono reciprocamente insieme: un ordine precario fatto di elementi eterogenei sospesi nel caos. Cosmo significa l’emergere della forma di fronte alla presenza incessante, e quasi sempre vittoriosa, del caos. Che cos’è che ci fa emergere dal caos? L’immaginazione, risponde Castoriadis. Günther Anders, nel suo Uomo antiquato, pubblicato nel lontano 1956, partendo da presupposti molto diversi, aveva dato la stessa risposta, sottolineando che la condizione umana del XX secolo e di tutti i secoli a venire sarebbe stata caratterizzata dallo sfasamento (Diskrepanz) tra ciò che siamo in grado di produrre e ciò che siamo in grado di immaginare. Ogni creazione, afferma Castoriadis, nasce dall’immaginazione, che ha tuttavia le sue radici nel caos, come se il caos attendesse una volontà immaginativa capace di trasformarlo in cosmo. Quanto alla società, tale volontà si chiama «politica». Quando l’uomo immagina e instaura il cosmo, afferma Castoriadis, egli compie l’atto fondatore della politica e allo stesso tempo l’atto che lo autorizza a considerarsi come un creatore. L’opera d’arte, in questo senso, non giunge in una società dopo che questa si è costituita. Essa partecipa alla sua costituzione: Homo poeticus è Homo politicus. Entrambi possiedono la stessa libertà immaginativa, la libertà di creare e di creare per sé e per gli altri qualcosa di comune. Tuttavia, come afferma Castoriadis nel suo dialogo con Christopher Lasch (1986), La cultura dell’egoismo, la «libertà è un concetto tragico, così come quello di democrazia… Nella tragedia greca l’eroe muore non perché trasgredisce dei limiti: questo si chiama peccato, il peccato cristiano. L’eroe tragico muore a causa della sua Hubris, muore per aver trasgredito in un territorio dove non esistono dei limiti conosciuti in anticipo». Homo poeticus e Homo politicus sono liberi nella misura in cui «mettono in discussione se stessi» (è questa, secondo Castoraidis la cellula primordiale dell’«autonomia» nata con la filosofia e la democrazia ateniesi e offerta alla Storia del mondo) e decidono le loro leggi. Nessuno può dettargliele. Tuttavia, c’è una differenza tra Homo poeticus e Homo politicus. Mentre l’atto politico è assorbito dall’azione intorno alle leggi da applicare, l’opera d’arte ha la funzione di richiamarci permanentemente all’atto della creazione: ripete su scala ridotta l’emergere del cosmo dal caos; rappresenta perciò il solo osservatorio dal quale noi, con tutte le nostre ansie e illusioni, possiamo scorgere dove presto o tardi andremo a finire. Certo, non da tutte le opere d’arte ci possiamo affacciare sul caos. Secondo Castoriadis, le opere d’arte autentiche testimoniano con la loro sola presenza il fatto che ogni creazione rifiuta il caos, ma accetta allo stesso tempo la sua paternità. Provare piacere per un’opera d’arte è perciò ammirare la sua forma, presentendone in filigrana la sua origine e la sua fine, il caos.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...